Guadagnarsi un posto al tavolo

“Guadagnarsi un posto al tavolo” è un’espressione entrata nel mondo degli affari già da diversi anni. Ma cosa significa? Significa essere inclusi nelle conversioni decisionali di alto livello. Non solo essere invitati, ma essere apprezzati per il contributo che si è in grado di dare. Ti mostrerò in che modo ottenere un posto al tavolo aiuterà la tua azienda e la tua carriera come utente di Adobe Analytics, a prescindere che il tuo ruolo ufficiale sia quello di amministratore, esperto in materia di analisi dei dati o qualsiasi altro impiego indicato sul tuo biglietto da visita.

Perché devi essere al tavolo

Per prima cosa, chiariamo subito un concetto. Il ruolo dei professionisti dei dati si è evoluto. Non possono più restare seduti al computer concentrandosi solo su eVar, eventi e sProp. Come amministratore, hai la responsabilità di assicurarti che la tua azienda prenda le decisioni giuste in base ai dati. Ma per fare questo, devi trovarti anche tu al tavolo attorno al quale vengono prese quelle decisioni.

Ecco tre ragioni per cui devi essere lì.

  1. Sei in grado di fornire una prospettiva unica. Le decisioni migliori vengono prese quando si includono persone da diversi ambienti. Ogni persona può contribuire con una nuova prospettiva. In qualità di esperto in materia di analisi digitale, è improbabile che altri possano offrire la tua esperienza unica. Il gruppo dirigenziale faticherà a trovare un’altra persona che possa fornire un valore incrementale paragonabile.
  2. Puoi evitare che i dati vengano interpretati in modo errato. Il lavoro che fai è complesso e sfaccettato. È impossibile comunicare tali sfaccettature attraverso definizioni di metriche e dati. Al tavolo deve essere presente una persona che abbia una profonda comprensione dei dati, per evitare che questi vengano fraintesi. Di solito, un’interpretazione errata di questo tipo ha un impatto minore, ma potrebbe non essere sempre così. Devi prendere posto a quel tavolo per evitare decisioni sbagliate basate su un’interpretazione errata dei dati.
  3. Puoi migliorare la comunicazione. Quando un dirigente ha una domanda a cui puoi rispondere, è molto più semplice se te la può sottoporre direttamente. Le domande spesso perdono contesto e urgenza se vengono trasmesse attraverso manager intermedi. E la distanza fisica e temporale rende difficile chiedere chiarimenti. Ma questo problema non si pone più se sei già presente alla riunione. La comunicazione diretta migliorerà la tempestività e il valore delle analisi.

Come guadagnarsi un posto al tavolo

Ora che capisci perché è importante essere a quel tavolo, vediamo come ottenere un invito. Ecco tre cose che puoi iniziare a fare già oggi per guadagnarti un posto al tavolo.

Passaggio 1: Trovare qualcuno che già siede al tavolo - Affinché ti venga riservato un posto, qualcuno deve invitarti. Pensa a chi prende le decisioni nella tua organizzazione e, per valutarli, chiediti quanto segue:

  • Questa persona ha il potere o l’influenza di invitare altri? Se non ha alcuna influenza sull’elenco degli ospiti, allora non fa per te.
  • Posso fornire valore a questa persona? Alcune persone saranno troppo distanti dal lavoro che svolgi perché tu possa davvero fornire loro valore. Trova una persona che si preoccupa di dati che rientrano nella tua sfera di esperienza.
  • Questa persona sarà un buon partner? Questo aspetto è probabilmente il più difficile da riconoscere, ma potrebbe essere il più importante. Gli attributi che mi interessano di più sono mentalità aperta e fiducia in se stessi. Considerano seriamente punti di vista alternativi quando vengono presentate prove a loro sostegno? Hanno la fiducia in se stessi necessaria per condividere il merito di un lavoro ben fatto? (Ricorda, se non sei a quel tavolo, è probabile che questa persona si prenda tutto il merito.) Queste sono un paio delle domande utili a identificare un buon partner.
  • BONUS - Il lavoro svolto da questa persona ha un grande impatto? Ammettiamolo, non tutti fanno un lavoro di grande impatto. Ci sono persone di successo che non hanno un impatto significativo sull’organizzazione. Trova qualcuno che abbia un impatto. Il tuo lavoro sarà molto più soddisfacente se potrai vedere che il tuo lavoro fa una differenza.

Queste domande ti aiuteranno a restringere la scelta. A questo punto dovresti avere già in mente un paio di persone, per i prossimi due passaggi. Ruberò il contesto dei prossimi due passaggi da Cassie Kozyrkov, ospite di una recente sessione Analytics Power Hour. Fu lei, infatti, a sintetizzarlo con queste semplici parole: “siate utili e siate eccellenti”.

Passaggio 2: Essere utili - Il passaggio successivo consiste nel capire come puoi essere quanto più utile possibile ai decision-maker che hai identificato nel passaggio precedente. Prova a metterti nei loro panni. Cosa sta loro a cuore? Cosa li preoccupa? Su quali incognite sei in grado di fare luce per aiutarli a svolgere al meglio il loro lavoro?

Fai vedere a questa persona che capisci gli aspetti che ha a cuore e che puoi aiutarla a risolvere i suoi problemi.

Passaggio 3: Essere eccellenti - Ora che hai identificato le parti interessate a cui rivolgerti e hai stabilito come puoi essere utile, devi fare un lavoro eccellente. Ognuno di noi ha una propria idea di eccellenza. La mia idea di eccellenza potrebbe essere molto diversa dalla tua. L’importante è spingersi oltre ciò che si farebbe normalmente per qualsiasi altra persona o richiesta. Ecco un paio di suggerimenti che mi hanno aiutato a produrre un lavoro eccellente.

  • 1 - Concentrarsi sul design. Un consiglio semplice, ma che troppo spesso viene ignorato, è quello di concentrarsi sul design. Presenta con cura il tuo lavoro e segui le best practice sulla progettazione delle informazioni. Ti aiuterà a trasmettere un messaggio di facile comprensione. Se parli di un lavoro complesso senza un messaggio chiaro, il tuo pubblico si sentirà stupido. A nessuno piace sentirsi stupido. E nessuno vuole lavorare con qualcuno che li faccia sentire stupidi.
  • 2 - Fare l’impossibile. Hai mai ricevuto una richiesta che sembrava impossibile? Di solito, queste provengono da persone che non capiscono come funzionano i dati. È facile reagire con ironia (“Ah, tutto chiaro: non hanno idea di cosa stanno parlando!”) o persino con rabbia (“Non posso credere che mi chieda proprio questo, è impossibile!”). Ho avuto entrambe queste reazioni più volte di quanto non possa contarle. Ma soffermandomi un attimo e affrontando il problema con mente aperta, quasi sempre riesco a sorprendermi con una soluzione. Se consideri un problema abbastanza a lungo, qualcosa di buono di solito viene fuori. Quando qualcosa sembra impossibile, si deve pensare fuori dagli schemi per trovare una soluzione. Ed è proprio pensare fuori dagli schemi che spesso porta a un lavoro eccellente.

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a capire che devi sedere anche tu a quel tavolo. Probabilmente ci vorrà un po’ di tempo e impegno mirato. Ma se insisti e segui questi passaggi, ti ritroverai con più autonomia e maggiore influenza nella tua organizzazione. In ultima analisi, questo porterà a più successo nel tuo ruolo e a una carriera più soddisfacente.

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